EMMANUELA ZAVATTARO


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www.emmanuelazavattaro.it


"Ti solleverò"_ EMMANUELA ZAVATTARO

EMMANUELA ZAVATTARO_ Biella - Italia

titolo: " Ti solleverò "

anno:  2019
dimensioni: cm 80 x 100 h


"Sisifo"_ EMMANUELA ZAVATTARO

EMMANUELA ZAVATTARO_ Biella - Italia

titolo: " Sisifo "

anno:  2019
dimensioni: cm 80 x 100 h


"Pallini"_ EMMANUELA ZAVATTARO

EMMANUELA ZAVATTARO_ Biella - Italia 

titolo: " Pallini "

anno:  2018
dimensioni: cm 50 x 50 h


"Espoir"_ EMMANUELA ZAVATTARO

EMMANUELA ZAVATTARO_ Biella - Italia

titolo: " Espoir "

tecnica: cartone alveolato 

anno:  2020
dimensioni: cm 52 x 60 h

EMMANUELA ZAVATTARO_ "Espoir" 2020 donazione 250,00 euro

EMMANUELA ZAVATTARO
Biella - Italia

EMMANUELA ZAVATTARO

BIOGRAFIA

Emmanuela Zavattaro è nata nel 1974 a Cuneo, dove ha vissuto la sua infanzia prima che la famiglia si trasferisse a Biella. Ha scoperto la sua passione per la pittura casualmente nel 2014 dopo un infortunio e da allora non si è più fermata.


PRESENTAZIONE.
di Claudia Ghiraldello

Emmanuela Zavattaro è un'artista, si può dire, per caso. Nel senso che il destino, bloccandola a letto a causa di un incidente, le ha aperto un mondo nuovo. Questo perché Emmanuela, per vincere la sofferenza e la noia, proprio nel periodo di fermo, ha iniziato a dipingere. Ed è stata una rivelazione! Prima di tutto per lei stessa. Si è scoperta vivace nella conduzione del disegno. Ed esperta nella scelta dei colori. Prima l'incredulità, poi la consapevolezza. Così... per caso. Il primo lavoro è consistito in un viso di donna dipinto su di un supporto trovato anche questo per caso, ossia un cartone alveolato. La scelta di tale elemento si è rivelata vincente nel senso che Emmanuela ha potuto lavorare bene su tale materiale ed anzi, il medesimo, è diventato il supporto da lei prediletto. Questo tipo di cartone ha un’anima interna che gli permette di respirare; dice in proposito l’artista: “Forse è questo che mi piace, l'anima che respira dentro, che dà forza e non si vede”. La nostra pittrice lavora anche su tela e su semplici fogli di carta, producendo, su questi ultimi, schizzi che sono già opere finite, create a genio. Ella impiega i classici pennelli, ma si aiuta anche con oggetti insoliti, ossia spugne, garze, bastoncini cotonati, salviettine, carta, scotch di carta. Usa prevalentemente acrilico, ma anche polvere di vetro, sabbia, polvere di caffè, colla vinilica. Una tecnica mista davvero particolare! Se il primo dipinto è stato un volto di donna, un volto di donna è stato anche il secondo... e poi il terzo... e quelli a seguire. La donna... Emmanuela è una donna, che lavora con determinazione e passione, ed è una madre. Di tre figli, vivaci e curiosi. Come lei. Ed Emmanuela ama dipingere la donna. Con entusiasmo. La collezione che viene presentata nel nostro Santuario di Graglia nel mese che celebra proprio la donna è, dunque, evidentemente incentrata sulla figura femminile. Una figura giocata su vari livelli. Prima di tutto come creatura solitaria. Che talora ama essere sola, perché da sola vive se stessa in modo più profondo. Le donne di Emmanuela, per certo verso languide alla Boldini, hanno occhi grandi, labbra sensuali. Sono creazioni raffinate. Viste di fronte o di tre quarti o di profilo, le donne della Zavattaro sono magnetiche. Nel senso che catturano l'attenzione ed il cuore del riguardante. Ispirate allo stile di Richard Burlet, sono fascinose le creature immaginate e poi sviluppate dalla nostra giovane artista, la quale, dopo solo tre anni dall'inizio della sua attività, ha maturato un senso notevole della resa anatomica. Ma non solo. Le donne di Emmanuela sono vivide nella scelta cromatica. Il nero, colore dominante, gioca spesso sensualmente con il rosso. Un rosso che è rossetto sulle labbra, ma anche fuoco che investe le chiome o sfila come lama tagliente al fianco del soggetto ritratto. Per renderlo accattivante. Semplicemente ammalianti risultano poi i giochi cromatici ideati su grafie geometriche condotte sulle stoffe degli abiti, ma anche sulle capigliature, sugli incarnati, e tutto ciò alla ricerca della preziosità pura alla Klimt. In un’arte, quella di Emmanuela, che è stata fortemente influenzata dall’Art Nouveau e dallo studio della dinamicità della linea, il cerchio, mandala ipnotizzante, è simbolo di vita, rimando all’utero rigonfio che, pregno di liquori vitali, genera il miracolo... prodigiosa realtà... ed allora l’impeto creativo spinge ad arricchire la tavolozza passando dal bianco-nero ai colori dell’arcobaleno tutto, senza esasperazione dell’elemento costitutivo e, tuttavia, nell’ansia dichiarata di tradurre in enfasi visiva l’emozione. Poi è la crisi. Quando la donna cerca e trova l’altro da sé. Il suo completamento: l’uomo. Si tratta di un incontro spesso entusiasmante. Io-Tu, Lei-Lui, a completarsi vicendevolmente. Per dilatare la quotidianità e sfiorare l'eternità... E, tuttavia, l’incontro può diventare crudelissimo scontro. È la critica forte mossa dalla tematica di Emmanuela alla società di oggi. Una società che vede la donna vittima troppo spesso di violenza. Da parte dell’uomo dominante. Un uomo che, spiazzato davanti all’emancipazione femminile, talvolta non sa gestire in modo costruttivo il suo nuovo rapporto con la propria compagna, non la comprende, non la accetta ed anzi, troppo spesso, reagisce violentemente. Un'opera della Zavattaro, in particolare, traduce l'angoscia di un rapporto di incomprensione, di incapacità di dialogare, di parlare ed ascoltare. Si tratta di un racconto pittorico nato a dittico, in cui i due volti dipinti non comunicano. Le parole sono vomitate dalla bocca del soggetto di sinistra, ma non raggiungono le orecchie del soggetto di destra. È la rottura, inevitabile. Significativa anche l'opera che vede lui e lei tenersi per mano in una danza che, ispirata a modelli classici esasperatisi nella coreutica macabra, quasi rivisitazione in negativo di una danza matissiana, diventa frenetica, tanto frenetica da maturarsi in repulsione reciproca. È anche qui, ancora, rottura. La donna torna sola e si rinchiude in se stessa. Particolari le donne dipinte da Emmanuela su evocazione per certo verso metafisica. Il viso nasconde i lineamenti a testimoniare la chiusura dei sensi. Chiusura totale. Ma è un momento. Perché i sensi tornano finalmente a vivere, a pulsare. Le donne di Emmanuela sono positive, sono per l’appunto “anime a colori”, che vivono, sempre e nonostante tutto. Che si buttano nel rischio della propria realizzazione personale, convinte che questa, quando sarà davvero universalmente accettata, comporterà una crescita per la società tutta. Dall'Io all'Altro, per ricreare un'intesa forse mai perduta. Ed ecco che la nostra pittrice produce una collezione che racconta l'amore sensuale e poi carnale con incredibile semplicità. Che mai scade nel volgare. È l'incontro di due corpi che è anche l'incontro di due anime. Il bacio è anche l'abbraccio che è anche l'orgasmo. Per raggiungere un'intesa vera. La Zavattaro chiude la sua collezione al Santuario di Graglia con un atto di fede. L'uomo ama la sua donna e la donna ama il suo uomo. In un rapporto che va oltre la contingenza. Per aprire nuovi orizzonti per l'individuo e la società. Nei dipinti di Emmanuela c'è un messaggio di grande speranza per il futuro. La speranza che le nuove generazioni possano maturare un’autentica consapevolezza dell’uguaglianza dell’uomo e della donna, per la creazione di un mondo sereno, di pace vera. Questo perché nella poetica di Emmanuela c’è l’idea che l’emozione positiva debba emergere ad ogni costo, debba vincere sull’assenza di valori, sul vuoto. La tela bianca spaventa la nostra pittrice. Che dipinge perché prova emozioni molto forti ed avverte prepotente il bisogno di comunicarle e di condividerle. Emmanuela, donna estremamente sensibile, che dipinge d’impulso quello che sente e quando lo sente, che lavora soprattutto di notte, perché di notte, libera da incombenze, può entrare in una dimensione speciale, afferma: “Continuo a dipingere perché dentro di me sento un fuoco che brucia e dipingere mi aiuta a tenerlo a bada, a gestirlo”. Ed aggiunge: “Per me è entusiasmante quando chi guarda i miei quadri si emoziona, ci si ritrova immerso, coinvolto, e in qualche modo me lo fa capire... Questo mi ripaga enormemente...”. L’augurio, per Emmanuela, è quello di non perdere mai dentro di sé questo fuoco creatore, per alimentare quell’entusiasmo del quale un’epoca, la nostra, segnata da devastante crisi di valori umani, ha grande bisogno.                                                                          

Claudia Ghiraldello                                                            
Responsabile Beni Culturali Santuario di Graglia.


PERSONALI

  • LaLinea studio di architettura e design a Biella dicembre 2014
  • Padiglione Gastaldi Santuario di Graglia marzo 2017
  • Novera, Complesso monumentale del Broletto, novara maggio 2019

COLLETTIVE

  • Sinergy Art Studio - Roma - maggio 2014
  • Expart di Silvia Rossi - Bibbiena - giugno 2014
  • Ars Maiora - Milano - novembre 2014
  • Dentro l'arte a cura di Luigi Sergi - Novara - marzo 2015
  • Flyer Art Gallery di Floriano Massera - Roma - maggio 2015
  • Fondazione Mazzoleni presso il JW Marriott Hotel - Venezia - maggio 2016
  • Onart Gallery - Firenze -2016 e 2017
  • Fondazione Mazzoleni presso Villa Mazzucchelli Brescia - aprile - settembre 2017