FRANCESCO ITALIANO


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ITALIANO_"La tecnoscienza ed elasticità mentale"

FRANCESCO ITALIANO_ Torino - Italia

titolo: " La tecnoscienza ed elasticità mentale "

anno:  2017
dimensioni: cm 35 x 51 h


ITALIANO_ "Il valore della vita"

FRANCESCO ITALIANO_ Torino - Italia

titolo: " Il valore della vita "

anno:  2014
dimensioni: cm 80 x 80 h


FRANCESCO ITALIANO
Torino - Italia

FRANCESCO ITALIANO

Francesco Italiano nasce a Torino il 4 settembre del 1950, si è diplomato al Liceo Artistico di Torino alla fine degli anni sessanta in un periodo turbolento ma ricco di elevate aspirazioni sociali e culturali .

In tale periodo le cattedre della scuola di via Accademia Albertina erano occupate da nomi che , negli anni futuri avrebbero contrassegnato lo scenario dell'arte pittorica torinese , personaggi dei quali Francesco ne può vantare la frequentazione e gli insegnamenti .
Tra questi ricordiamo Chessa, Carena , Sciavolino , Casorati  , Tabusso ,  Viano ,Paulucci .

Ha frequentato per alcuni anni la facoltà di Architettura con uno spiccato interesse per la sociologia urbana e i conseguenti problemi architettonici legati allo sviluppo industriale della città. Tutto ciò fu utile al consolidamento della sua cultura e alla sua impostazione scientifica , rafforzando e completando la sua " coscienza del sociale " .

I colori sono forse preferiti ai giocatoli e Francesco sin da piccolissimo scopre il piacere della comunicazione attraverso il disegno e la pittura L'arte di Francesco Italiano si caratterizza per i suoi profondi e sentiti significati sociali con sofferta attenzione per i valori umani ed universali ..verso le complesse e apparentemente irrisolvibili problematiche sociali dell'ambiente e della salvaguardia e dei diritti  sociali.

Nel corso della sua lunga sperimentazione ha creato e vissuto vari passaggi e periodi artistici creando  serie diverse di opere che vanno sal figurativo all'informale e al concettuale....Tra questi gruppi di opere ricordiamo: Il “favolismo filosofic, Dis,,,astrazioni e l'informal -surrealismo.

Ha fondato  in collaborazione con i pittori Marco Cagnolati e Irina Elena Petrescu  il manifesto e la corrente dei “Condivisionisti”(Opere eseguite a tre mani).

Punto di riferimento  nella filosofia della sua arte e della sua ricerca continua e' l'eclettismo e la concezione di Arte di P. Picasso. Una pittura a volte inquietante , densa di simboli e riferimenti di denuncia , con toni coloristici e chiaroscuri forti e cupi e grandi contrasti apparentemente pessimistici che presentano sempre e comunque squarci di apertura alla speranza.

Ma Francesco ama sopratutto la sperimentazione e  i suoi lavori sono. particolari come tecnica e impostazione e  quindi "  riconoscibili " . Non ama fossilizzarsi in un unico  percorso pittorico . Concettualmente ama inviare un messaggio di impatto che stimoli l'osservatore a vivere e interpretare in modo personale le immagini proposte con lo scopo non celato di educare a superare l'immagine e autonomamente andare " oltre " , attraverso la fantasia , il sogno , la favola , la poesia, elementi questi colpiti ormai da " atrofia " , appiattimento e azzeramento delle menti che vivono questo nostro nuovo " medioevo " che caratterizza la storia del nostro tempo.



 L'arte di Francesco Italiano si caratterizza per il riaffiorare di intenti sociali; scaturiscono tensioni profonde e sentite, manifestate con intensi cromatismi, talvolta contrastanti, con luci ed ombre ed incastri di materia, in cui emerge quella sofferta attenzione verso le complesse e apparentemente irrisolvibili problematiche che affliggono l’ambiente ed il contesto in cui vive. Vi è una ricerca costante e continua, nonché un tentativo di salvaguardare i valori umani ed universali più puri. La sua intensa estetica è abitata da simboli, elementi di denuncia sociale che nonostante cromatismi cupi, in grado di rievocare le scenografie di Hieronymus Bosch, lasciano sempre aperta una porta alla speranza, alla luce del futuro. Lavori connotati altresì da una sperimentazione incessante, che li rende unici ed irripetibili grazie ad una tecnica peculiare in cui elementi del ricordo rimangono incastonati sul supporto facendo affiorare quella memoria involontaria di cui parlava Marcel Proust. Egli definisce il suo fare “Favolismo filosofico” in quanto rappresenta un invito all’osservatore ad uscire dall’oscurità della caverna platonica, un andare oltre usando quell’immaginazione “illuminata” data da uno sguardo più cosciente e più critico, filosofico appunto, seppure intessuto di strumenti magici come il sogno, la favola, la poesia.. .

Tratto da un di Testo critico di Paola Simona Tesio