LAUQSAP


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LAUQSAP
Venezia - Italia

L’artista Lauqsap si esprime attraverso una grammatica visiva composta da elaborazioni digitali e tecniche tradizionali, rivivificando il pensiero e il gesto dei grandi artisti contemporanei. La citazione si attiva attraverso la trasposizione di diversi tratti di opere rielaborate digitalmente e fuse al soggetto selezionato. Lauqsap cattura la fluidità delle linee tracciate a mano libera dagli artisti e le traspone nel mondo chiuso degli algoritmi, creando una composizione che trasfigura il soggetto attraverso le stesse opere originali. L’immagine sintetica viene poi impressa sulla tela e manipolata attraverso vari passaggi con la resina.
L’interazione uomo-macchina genera dunque una metamorfosi delle forme che combina linguaggi differenti, contaminandoli e oltrepassandoli. Superando Benjamin ed entrando in quella che Ciotti e Roncaglia hanno definito “Era della riproducibilità digitale”, nelle opere di Pasqual assistiamo così allo sviluppo dell’attività artistica attraverso i new media, ma anche a un confronto e a una integrazione con l’arte della tradizione. La riflessione sul processo artistico qui si misura con la New Media Art degli anni ’90, ricontestualizzando la manipolazione digitale. Pasqual infatti compone tratti e campiture attraverso selezione, ripetizione, aumento, riduzione, sovrapposizione e inversione di citazioni, ma è solo successivamente, grazie alla trasposizione fisica, che l’opera si compie, attivando attraverso un percorso circolare un legame plastico con il manufatto artistico tradizionale. La tecnica digitale viene dunque considerata dall’artista solo come un mezzo per ridefinire il concetto di opera, che prende forma e si materializza solo nella rimediazione successiva dell’immagine. Il tributo ai grandi artisti del passato si inscrive poi sul recupero del concetto di museo.

" II mondo che la storia ci consegna richiede sempre l’esplorazione delle forme e delle combinazioni che meglio si adattano ad esprimere le nostre percezioni. L’avvento di nuove tecnologie apre la strada a forme visive ed espressive diverse,altrimenti irraggiungibili con mezzi tradizionali, creando matrici di senso e di sentimento che accomunano la nostra frammentarietà costruttiva, superando gli originari vincoli spazio-temporali della materia. Non a caso, la tecnologia ritenuta effettivamente ubiqua è proprio quella della riproduzione visuale. Oggi infatti i desideri si formano su queste nuove “pelli”: le somiglianze - le immagini digitali di referenti reali e non - coprono il mondo, e grazie alla loro potenza nello stimolare un pensiero mimetico, si affermano come tecnologia “liquida” per stimolare anche il pensiero creativo."