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"Vedova's Venice_ Palazzo Giovanelli" _ 2016

Gallery Price  € 1.380,00


Artist Price  € 975,00


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“Nelle opere di Lauqsap, computer graphics e manualità gestuale attivano un gioco che riflette sul processo di ‘rimediazione’ nella pratica artistica. Questo termine, coniato nell’ambito degli studi accademici sulla comunicazione da Jay David Bolter e Richard Grusin, definisce competizione e integrazione tra media nuovi e tradizionali.
In quest’opera, l’artista infatti si esprime attraverso una grammatica visiva composta da elaborazioni digitali e tecniche tradizionali,  la citazione si attiva attraverso la trasposizione di diversi tratti di opere rielaborate digitalmente e fuse al soggetto scelto dall’artista.
Lauqsap cattura la fluidità delle linee tracciate a mano libera dagli artisti e le traspone nel mondo chiuso degli algoritmi, creando una composizione che trasfigura il soggetto attraverso le stesse opere originali.  L’immagine sintetica viene poi impressa su tela, manipolata attraverso vari passaggi con la cera in fusione e infine sigillata con la resina epossidica.
La cera, da sempre materiale privilegiato dagli artisti per imitare la forma ideale della realtà e della natura, esalta cosi la definizione dei dettagli ottenuti dal mosaico dei pixel.  L’interazione uomo-macchina genera dunque una metamorfosi delle forme che combina linguaggi differenti, contaminandoli e oltrepassandoli.
Superando Benjamin ed entrando in quella che Ciotti e Roncaglia hanno definito “Era della riproducibilità digitale”, nelle opere di Lauqsap assistiamo così allo sviluppo dell’attività artistica attraverso i new media, ma anche a un confronto e a una integrazione con l’arte della tradizione. La riflessione sul processo artistico qui si misura con la New Media Art degli anni ’90, ricontestualizzando la manipolazione digitale.
Lauqsap infatti compone tratti e campiture attraverso selezione, ripetizione, aumento, riduzione, sovrapposizione e inversione di citazioni, lavorando sul monitor come se questo fosse una tavoletta cerata di antica memoria. Ma è solo successivamente, grazie alla trasposizione fisica, che l’opera si compie, attivando attraverso un percorso circolare un legame plastico con il manufatto artistico tradizionale. La tecnica digitale viene dunque considerata dall’artista solo come un mezzo per ridefinire il concetto di opera, che prende forma e si materializza solo nella rimediazione successiva dell’immagine, attraverso il gesto manuale della scolpitura della cera e della sigillatura con la resina.”
A. Nangeroni